Il Parco Regionale del Matese
Il grande Massiccio calcareo del Matese, situato al confine con il Molise, rappresenta il primo fronte dell'Appennino meridionale. Compreso nelle province di Benevento e Caserta si erge nettamente a 2050 metri sul livello del mare con la cima del Monte Miletto, situato però nel versante molisano, che domina le montagne circostanti. Il massiccio è costellato di vette minori, conche e laghi carsici ed occupa un'area di oltre un migliaio di Kmq estendendosi da Nord a Sud per circa 22 Km dalla pianura di Piedimonte Matese (Caserta) a quella di Boiano (Campobasso). L'asse Est - Ovest, dalle valli dei fiumi Lete e Sava, corre per circa 50 Km fino alla valle del fiume Tammaro. Non poche sono pure le tracce del glacialismo quaternario, peraltro non frequenti nell'Appennino meridionale, specialmente sul Monte Miletto. Il Massiccio calcareo si presenta ricco di fossili che spesso divengono veri e propri musei naturalistici a cielo aperto come quello di Pietraroia. L'allineamento montuoso del Monte Miletto, della Gallinola e del Monte Mutria secondo una direttrice NW - SE influisce sulle caratteristiche climatiche del Massiccio, ultimo baluardo continentale, che si rivelano molto peculiari e che lo differenziano dalle altre aree dell'Appennino meridionale. Oltre al Lete e al Sava, il Parco, Lambito a ovest dal corso del Fiume Volturno, ospita le sorgenti anche del Torano, a Piedimonte Matese, e del Titerno, che scorre nel versante sannita del Parco. Numerosi i laghi, di cui il Lago Matese, che rappresenta il lago carsico più alto d'Italia, quello di Gallo, Letino, Capriati.
I rilievi del parco
sono ammantati di faggete, alle quote inferiori invece dominano i boschi
misti che a volte si intersecano con i castagneti modellati dall'uomo, e
con i lecceti che risalgono dal piede del massiccio.
Tra le principali specie vegetali ritroviamo le Sassifraghe, le Primule montane, le Viole dei pascoli rupresti, gli Edraianti, la Lingua di cane appenninica, le Pedicolari e le Creste di gallo. Nelle aree lacustri si possono osservare la Cannuccia di paulde, la Salicaria, la Quattrinella, la Lattuga ranina e la rara Erba vescica.
Per quanto riguarda la fauna il Parco è frequentato dal Lupo, dal Gatto selvatico, l'Aquila reale, il Lanario, la Poiana, la Rondine di montagna, il Corvo imperiale e il Culbianco. A questi si aggiungono varie specie di anfibi, tra spicca la Salamandrina dagli occhiali. Le aree coltivate sono frequentate dalla Faina, dal Gheppio e dall'Istrice.
Il Matese è stato nel passato, terra di Sanniti, e oggi si conservano, in montagna percorsi realizzati da essi, mentre i Romani controllavano le valli e i corsi di fiume. Ad Alife, città posta nella valle del Volturnoavevano il loro centro militare di maggiore importanza. I paesi che fanno parte del Parco del Matese conservano centri storici estremamente gradevoli che vanno dal borgo ricco dei palazzi nobiliari come Piedimonte Matese, San Potito Sannitico, Faicchio ai centri abbarbicati sulle montagne e che ricordano tanto scenari da presepe, come, San Gregorio Matese, Letino, Gallo, Castello del Matese. Deliziosi anche i borghi collinari quali Fontegreca, Ailano, Gioia Sannitica. Del medio evo matesino c'è molto da vedere e da vivere con le rievocazioni storiche di Faicchio e di Castello del Matese. Altrettanto interessante la presenza dei luoghi sacri come il convento francescano e la solitudine di San Pasquale a Piedimonte Matese, e il santuario della Madonna dei cipressi di Fontegreca.
Di notevole interesse sono anche i prodotti tipici, tra cui formaggi di pecora e i caciocavalli famosissimi e deliziosi. Inoltre vanno da essere ricordati Olio, Vino, Carni, Cipolle, Insaccati. Oltre ai prodotti della natura vanno da essere notati anche quelli dell'artigianata. La lavorazione del ferro e del legno sono le testimonianza di un passato di tradizioni ricche ma, nel contempo legate alla terra. Da segnalare infine le attività legate alla sivicoltura e alla pastorizia.
